Restauro e riqualificazione di Palazzo Paternolli a Gorizia per una residenza studentesca e uno spazio museale.
L’incarico ha compreso rilievo laser scanner e restituzione digitale, modellazione BIM architettonica, strutturale e impiantistica, progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza, integrando conservazione degli apparati storici, miglioramento sismico, riorganizzazione degli spazi, accessibilità e nuovi impianti.
60 posti letto | 294 m² di spazi comuni | Lavori conclusi nel 2025
Il palazzo e la città
Fotografie dell’intervento
Le facciate, i pavimenti in seminato e le decorazioni murali sono parte del progetto di restauro. La loro conservazione ha orientato le scelte degli ambienti e degli arredi, mantenendo riconoscibili i caratteri del palazzo anche nella nuova destinazione d’uso.
La corte e il nuovo ascensore
La scala del palazzo
Decorazioni negli ambienti della residenza
Gli ambienti del sottotetto
Render di progetto
Le visualizzazioni di progetto illustrano le soluzioni distributive e di arredo per gli alloggi e gli spazi comuni, in relazione agli ambienti storici.
Un alloggio della residenza
Lo spazio comune
Piante
La nuova distribuzione comprende 60 posti letto e 294 m² di spazi comuni per studio, ristoro e socializzazione. Gli alloggi e i servizi sono stati sviluppati insieme agli interventi di accessibilità, rispettando la configurazione dell’edificio storico.
La distribuzione del piano terra
La distribuzione del piano primo
Sezioni
Dal rilievo laser scanner ai modelli BIM, la conoscenza dell’esistente ha guidato il coordinamento tra architettura, strutture e impianti. In cantiere, dettagli e soluzioni tecniche sono stati approfonditi per integrare consolidamenti, nuovi collegamenti e reti negli spazi del palazzo.
Gli ambienti in sezione
Il rapporto tra corte e copertura
Prospetti
I prospetti restaurati
Ortomosaico prospetto
Il lavoro nel dettaglio
Affacciato su Piazza della Vittoria, nel centro storico di Gorizia, Palazzo Paternolli è stato oggetto di un intervento di restauro e riqualificazione che ha unito la tutela dell’edificio alla realizzazione di una residenza transfrontaliera per studenti e di uno spazio museale dedicato a Carlo Michelstaedter.
Lo studio ha seguito la progettazione, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza, accompagnando il recupero del palazzo fino alla conclusione delle opere nel 2025.
La conoscenza dell’esistente è stata supportata da rilievi laser scanner e dalla digitalizzazione delle geometrie attraverso nuvole di punti e modelli BIM.
La modellazione delle componenti architettoniche, strutturali e impiantistiche ha fornito una base condivisa per sviluppare gli elaborati e coordinare le diverse discipline.
Il supporto al cantiere ha compreso l’approfondimento dei dettagli costruttivi, la soluzione delle problematiche tecniche e la programmazione delle lavorazioni.
La nuova distribuzione interna comprende 60 posti letto, di cui tre riservati a studenti con disabilità, e 294 m² di spazi comuni, con ambienti per studio, ristoro e socializzazione, palestra e lavanderia.
L’inserimento di ascensore e scala antincendio è stato coordinato con la configurazione storica.
Il miglioramento sismico ha interessato il consolidamento dei solai lignei e delle murature, il rinforzo di aperture e arcate e gli interventi sulla copertura e sui ballatoi della chiostrina.
Il restauro, sviluppato con il contributo di specialisti della conservazione, ha riguardato facciate, elementi lapidei, pavimenti in seminato alla veneziana, parapetti in ferro battuto e dipinti murali.
Particolare attenzione è stata dedicata al graffito attribuito a Michelstaedter, rinvenuto durante i lavori e conservato nell’area museale del sottotetto.
Le scelte distributive e di arredo hanno tenuto conto della visibilità e della protezione degli apparati decorativi.
La riqualificazione è stata completata dai nuovi impianti elettrici e di illuminazione, dalle reti dati, dalla climatizzazione e dal trattamento dell’aria, dagli impianti idrico-sanitari e dai sistemi antincendio.
I percorsi delle reti e i dettagli di inserimento sono stati studiati per contenere l’impatto sugli ambienti storici.
Il lavoro ha così integrato conservazione, sicurezza, accessibilità e comfort, adattando il palazzo alle esigenze della nuova destinazione d’uso.